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Coincidenze positive

L’argomento che voglio introdurre oggi è “coincidenze positive”.
La nostra vita è composta da tantissimi attimi che si susseguono anche se non sempre ne riusciamo a definire il significato di un incontro o di un avvenimento, lasciamo tutto questo al caso. Ma se io consapevolmente ti dicessi che il “Caso non esiste?” ha tutto un suo preciso senso di essere, del dove e del quando e del perché. Tutto segue una dinamica superiore a noi, quella dello spirito.

Innanzi tutto dobbiamo definire cosa sia “ANIMA” e cosa sia lo “SPIRITO”, l’anima è una parte dello spirito che sceglie di sperimentare la “missione” sulla terra per la propria evoluzione, quindi è coinvolta direttamente nell’esperienza che deve svolgere; lo “SPIRITO” è il nostro collegamento con il divino, ha una visione globale delle cose, aspetto che spesso sfugge all’anima perché coinvolta nell’esperienza terrena.

Ci sono delle coincidenze o degli incontri che, se a volte fortuiti, possono rappresentare un salto evolutivo per la nostra anima; per ricondurci sul nostro piano scelto in precedenza, per permetterci di pulire karma, per “mettere alla prova” la nostra consapevolezza, per farci un regalo… o per mille altri motivi che solo il nostro spirito conosce in connessione con il divino. Le coincidenze positive arrivano quando siamo davvero pronti al cambiamento e quando, anche senza saperlo, ci stiamo muovendo nella direzione giusta per costruire il nostro futuro. Anche dal punto di vista statistico non sono casuali e inevitabili.

Carl Gustav Jung in tal proposito approfondì le “teorie sulla sincronicità” in riferimento alle coincidenze significative. Jung mise in collegamento gli avvenimenti che compongono la nostra vita e che avvengono in contemporanea e che son connessi in modo evidente. I due eventi si appartengono in modo significativo e appartengono a un contesto comune. Una corrispondenza che affonda le proprie radici già in tempo antico, tra l’uno e i molti, tra lo spirito e la materia, tra il macrocosmo e il microcosmo; proprio queste coincidenze facevano riferimento alle arti divinatorie a partire dall’astrologia e dall’interpretazione dei sogni.

Il pensiero orientale è fondato proprio sulla sincronicità, sulle corrispondenze tra microcosmo e macrocosmo; per cui in una cellula del corpo possiamo trovare legami con tutto l’organismo e in una goccia di acqua il collegamento con tutto l’oceano, tutto è collegato con l’universo stesso e la nascita della vita. L’oriente ha creato una parola apposita per questo: Il Tao.

Vi racconto questa cosa realmente accaduta a proposito di sincronicità e “presenze positive”:

“Andrea Vitali, esperto di tarocchi e musica antica, un giorno si trovò a Forlì per fare spese con un’amica, quasi finito il giro cambiarono strada per il ritorno alla macchina e si imbatterono in un giovane suonatore con la barba lunga e un cappello per le offerte. Questo giovane suonatore stava usando uno strumento molto antico medioevale svedese, nychelharpa, adoperato in particolare durante le celebrazioni e le feste. Lo suonava straordinariamente bene, un ragazzo italiano di Forlimpopoli di nome Marco Ambrosini. A questo punto della nostra storia che è solo all’inizio Andrea dalla sua agendina strappò una pagina in cui scrisse un numero e il proprio biglietto da visita, invitando il giovane a chiamare quel numero austriaco, facendo il nome di Andrea stesso ed esortandolo a dire che fosse un suonatore di nychelharpa.

Passarono anni, poi un giorno nella buchetta della posta Andrea ricevette due biglietti per la “Scala” di Milano, per un concerto del “Clemencic Consort” di Vienna, la più prestigiosa formazione di musica antica e barocca del mondo, ed il solista del concerto era Marco Ambrosini con la sua Nychelharpa. Il primo cd di Marco fu un omaggio ad Andrea; attualmente Marco è considerato il miglior virtuoso al mondo di nychelharpa.”

(Bibliografia dal libro di Marco Cesati Cassin “Presenze Positive”)

Quando una porta si chiude un’altra si apre, ma spesso ci soffermiamo talmente tanto a guardare la porta chiusa che non notiamo nessuna apertura. La vita ci manda continuamente segnali per non lasciarci abbattere o prendere dallo sconforto, bisogna solo imparare ad osservarli e interpretarli, capendo che in realtà siamo tutti connessi in maniera più profonda di quando si possa pensare.

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Un saluto,
Elisa & Alexander

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