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Life's Frequency Noi siamo frequenze, vibrazioni e energia; anche i nostri pensieri lo sono.

Imparare a capire questo è la prima fase per capire se stessi e il mondo che ci circonda.

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Pensiero e materia

È IL PENSIERO CHE GENERA LA MATERIA, NON LA MATERIA CHE GENERA IL PENSIERO

Lo scienziato Robert Lanza nei suoi ultimi lavori ha teorizzato e provato che la realtà in cui viviamo non esiste al di fuori di noi ma che accade sempre e soltanto nella nostra mente. La percezione dei colori, la sensazione delle nostre dita su una fiamma, la capacità di “vedere” qualcosa ad occhi chiusi, avviene grazie alla nostra COSCIENZA.

Nel caso esistesse una realtà esterna a noi dovrebbe trovarsi in uno spazio, ma lo spazio e il tempo sono non sono assoluti, sono solo strumenti usati dalle nostre menti. Il comportamento delle particelle subatomiche (in realtà di tutte le particelle e gli oggetti che percepiamo) son collegati in modo inestricabile a un osservatore. Senza la presenza di un osservatore cosciente, esiste solamente uno stato indeterminato di onde di probabilità, senza la coscienza la materia si trova in uno stato probabilistico non determinato.

Quindi cosa accade nel momento della morte?

La coscienza nel momento della “perdita” del corpo fisico cercherà un altro spazio da occupare. Se fosse esistito un universo prima della coscienza, sarebbe stato un universo in uno stato potenziale. La reale struttura dell’universo è spiegabile solamente quello che il Dottor Lanza ha definito come “Biocentrismo” nel suo libro “Biocentrismo. L’universo, la coscienza, la nuova teoria del tutto.”

L’universo è finemente accordato per la vita, tutto torna perché è la vita che ha creato l’universo, non il contrario. L’universo è semplicemente l’estensione della logica spazio temporale del sé. Le nostre percezioni interne sono collegate in modo inestricabile. Ciò che capita a noi in questo momento è il frutto dei pensieri e delle nostre emozioni dei diciotto, 18, mesi precedenti (in un altro articolo vi spiegherò del perché 18 mesi). Lo studioso ha dimostrato che nel momento della fine della vita fisica del corpo, le nanoparticelle si staccano dal corpo stesso ed entrano in una dimensione parallela, alla ricerca di un campo da occupare. Questa è la nostra coscienza che continua il suo viaggio.

Dottor Lanza:

 “Lo spazio come il tempo non è un oggetto o una cosa. Lo spazio è un’altra è un’altra modalità cognitiva animale e non possiede una realtà indipendente. Ci portiamo spazio e tempo dietro come fanno le tartarughe con il loro carapace, non esiste alcuna matrice auto esistente in cui gli eventi si verificano indipendentemente dalla vita.”

Ma un altro scienziato si aggiunge a quelli che concepiscono la “vita oltre la vita” anche con aspetti scientifici lo scienziato e filosofo francese Jean – Emile Charon, autore di “Morte ecco la tua sconfitta” osservando la morte di una cellula al microscopio, scoprì che diventava nera, ma che una piccola porzione di essa si illuminava e si staccava dalla parte morente. Noi siamo composti da miliardi e miliardi di cellule, quindi è facile capire che ci sarà una piccola porzione luminosa che si staccherà da noi nel momento della nostra morte. Le sue scoperte furono osteggiate dalla comunità scientifica in tutti i modi, ma per chi come noi vuole capire e ha bisogno di mettere assieme il puzzle dell’esistenza, la sua opera ha fatto un’incredibile breccia nella mia coscienza. Vi lascio una parte del suo discorso, di cui potete trarne le vostre conclusioni:

“tutto sommato, io credo che l’intera evoluzione del nostro universo sia un’evoluzione governata dallo Spirito e non dalla materia, o almeno dalla sola materia. Credo inoltre che questa evoluzione sia nella sua essenza l’avventura spirituale di una popolazione immensa disseminata in tutto lo spazio del nostro Universo, una popolazione dotata dell’enorme vantaggio dell’immortalità: la popolazione degli elettroni pensanti e degli eoni. E come gli eoni, il nostro vero Io, che di essi è costituito, non è un’avventura privata, ma vive nella scala temporale che è la scala dell’universo, cioè di miliardi di anni nel futuro come nel passato”

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Un saluto,

Elisa & Alexander

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